DIDATTICA A DISTANZA: UN BILANCIO

Siamo a casa da molto tempo, troppo oserei dire, esattamente dal 24 febbraio a causa del COVID-19. A tutti noi un po’ manca la scuola, lo stare insieme e il poter interagire con i professori e con i nostri compagni. Ora sappiamo che non si tornerà a scuola prima di settembre, quindi è giusto chiedersi: la didattica a distanza è efficace?

Secondo alcuni sondaggi pubblicati su siti internet che si occupano di istruzione, la didattica a distanza è efficace per la maggior parte degli studenti. Infatti essi affermano di riuscire a seguire meglio le lezioni senza essere disturbati dai compagni di classe. Alcuni professori sono flessibili sugli orari e quindi gli studenti possono anche scegliere quando preferiscono effettuare lezioni ed interrogazioni. Inoltre, grazie alla condivisione di file audio e video lezioni, si può riascoltare più volte lo stesso argomento. E poi, diciamoci la verità, gli studenti sono abituati ad usare piattaforme di vario genere, quindi è bastato poco per adattarsi.

Molti professori, invece, hanno dovuto aggiornarsi ed imparare ad usare strumenti mai provati prima, a volte con tempi un po’ lunghi. Però ora quasi tutti riescono a svolgere le loro lezioni, assegnare i compiti, correggerli e naturalmente vedere chi non li ha eseguiti. Purtroppo ci sono anche aspetti negativi che riguardano la didattica a distanza, come per esempio il fatto che alcuni studenti non partecipano alle lezioni e non consegnano mai i compiti, oppure i problemi tecnici che riguardano la connessione e la scarsa disponibilità di dispositivi in alcune famiglie.

Nonostante le varie difficoltà , sia studenti sia professori si sono impegnati per far funzionare tutto nel modo migliore. Certo, c’è anche un maggior carico di lavoro per entrambe le parti e non è sempre facile star dietro a tutto, ma per ora l’esperienza è positiva. La maggior parte degli studenti è soddisfatta della didattica a distanza e qualcuno è anche riuscito a rivalutare dei professori che aveva precedentemente sottovalutato. Questo modo di fare scuola ovviamente non potrà mai sostituire le lezioni tradizionali, perché manca il rapporto umano che è fondamentale nell’apprendimento. Ma almeno, grazie a quest’esperienza, si potranno utilizzare anche in futuro alcune piattaforme didattiche come supporto alle lezioni in classe.

Martina Modena 3C

Condividi:

Share on facebook
Share on twitter
Share on linkedin
Share on whatsapp
Share on email

Altri articoli

PANDEMIA E POESIA

Giocando, ma seriamente, con le parole della pandemia Studiando i poeti barocchi abbiamo scoperto la poesia figurata che era già utilizzata nel mondo classico

Dal Pinde alla Bocconi

È il 14 settembre 2020: il primo giorno di scuola per molti, il primo giorno in presenza all’università per me. Quest’anno è iniziato in