Ventotene: l’isola del federalismo e non solo

Dal 30 agosto al 4 settembre ho avuto l’opportunità di partecipare alla 39esima edizione del Seminario di Formazione Federalista di Ventotene (LT). Questa possibilità mi è stata offerta dal concorso ‘Diventiamo cittadini europei’, organizzato dal Movimento Federalista Europeo per gli studenti delle superiori. Tale concorso, infatti, mette a disposizione delle borse di studio per i ragazzi che spediscono i lavori più meritevoli. Il bando prevedeva diverse tracce, io ne ho scelta una su Brexit e ho realizzato un saggio in cui esponevo gli eventi analizzati a scuola con un commento personale. Ma perché Ventotene? Ventotene è un’isola del mar Tirreno che fa parte dell’area marina protetta delle isole di Ventotene e Santo Stefano. Quest’ultima isola, durante la seconda guerra mondiale, era utilizzata per il confino, era presente cioè una prigione dove venivano rinchiusi gli oppositori del regime fascista. Negli anni 40 proprio alcuni antifascisti confinati a Santo Stefano (tra cui Altiero Spinelli ed Ernesto Rossi, sepolti al cimitero di Ventotene) scrissero un documento intitolato “Per un’Europa libera e unita”, meglio conosciuto come il Manifesto di Ventotene. Tale documento individuava nel federalismo europeo l’unica soluzione per la salvezza della civiltà europea ed è considerato ancora oggi il riferimento dei movimenti politici che portano avanti l’idea della creazione degli Stati Uniti d’Europa. L’isola  è quindi considerata la culla del federalismo europeo. 

Il seminario si componeva di 10 sessioni di lavoro, una al mattino e una al pomeriggio per un totale di 5 giorni. I partecipanti al seminario erano circa 120 ragazzi italiani, la metà dei quali selezionati tramite il concorso per le scuole superiori già ricordato, mentre gli altri facevano parte della Gioventù Federalista Europea e venivano in qualità di militanti (perlopiù universitari).

Con federalismo europeo si intende la creazione di una federazione di Stati sul modello statunitense o svizzero. L’Europa attualmente è una confederazione e per diventare federazione andrebbero modificati essenzialmente 3 punti: 

  • I poteri, divisi per livelli (governo centrale e governi federali), che dovrebbero essere indipendenti e coordinati tra di loro – attualmente il governo centrale è subordinato ai singoli Stati – e dovrebbero pertanto avere una dotazione autonoma di risorse da gestire senza l’influenza dell’altro livello di governo;
  • Le decisioni delle principali istituzioni, che dovrebbero essere prese a maggioranza e non all’unanimità, come accade ora per alcune materie cruciali, per garantire la democrazia ed evitare che uno stato con il potere di veto possa ostacolare tutti gli altri;
  • Il Parlamento europeo, che dovrebbe essere composto da 2 camere: una che rappresenti i cittadini e l’altra gli stati, sul modello degli Stati Uniti.

Queste idee sono ad oggi portate avanti dal Movimento e dalla Gioventù federalista europea, movimenti politici apartitici, cioè, che non partecipano direttamente alle elezioni, ma esprimono la loro idea riguardo all’Unione Europea tramite incontri di diverso genere, come il seminario a cui ho partecipato.

L’argomento centrale dei vari incontri era appunto il federalismo europeo, visto nei suoi vari aspetti. Provenendo da una scuola come il Pinde, ho trovato molto interessanti gli incontri in cui si parlava del federalismo dal punto di vista giuridico e di politica estera/rapporti internazionali, mentre ho fatto più fatica a seguire gli incontri sull’ideologia perché troppo filosofici per la mia preparazione.

Ventotene però non è stata solo seminari. Tra un incontro e l’altro infatti noi ragazzi avevamo del tempo libero per andare in spiaggia, girare l’isola o semplicemente conoscerci meglio.

L’isola di Ventotene, oltre all’importante valore storico, fa parte dell’arcipelago delle isole ponziane, in provincia di Latina, dove il mare cristallino e i colori pastello delle case si fondono con il paesaggio prevalentemente roccioso eroso dal vento e dal mare. Il nostro passatempo preferito nei momenti di svago, pertanto,  erano i tuffi dallo ‘scoglio federalista’, così soprannominato perché si narra che anche Spinelli si sia tuffato da lì. 

Altri momenti interessanti erano quelli in cui noi ragazzi ci trovavamo a tavola o davanti ad un aperitivo e gli argomenti trattati ai convegni fornivano lo spunto per parlare delle nostre impressioni. Era bello vedere come ognuno di noi potesse esprimere la propria idea senza paura di essere giudicato. Credo infatti che uno dei maggiori punti di forza di questa esperienza sia stata la possibilità di confrontarsi con ragazzi dai 16 ai 30 anni con idee e ambizioni diverse in quanto, almeno nella mia esperienza personale, non mi è capitato spesso di parlare con i miei coetanei di argomenti ‘seri’ come la politica o gli eventi internazionali.

Un’altra cosa che non avrei creduto possibile in così poco tempo è il bellissimo rapporto che si è instaurato tra di noi. Inizialmente è stato strano sentirsi dire dagli abitanti dell’isola: “sono arrivati i federalisti” e altri commenti simili, in meno di una settimana però da sconosciuti siamo diventati molto legati e si è creato un sentimento di appartenenza all’isola e al seminario che ricorderò a lungo.  

Per concludere cito uno dei motti federalisti che potrebbe descrivere la settimana: ‘Sleep Less, Europe More’. Il seminario è stato certamente impegnativo dato l’alto numero di ore che passavamo ogni giorno al ‘centro polivalente’ (dalle 9:30 alle 13 e dalle 17:30 alle 20) e considerando che nel tempo libero eravamo sempre in giro per l’isola già dall’alba e fino a notte inoltrata, ma posso dire però che ne è valsa la pena. È stata una bellissima esperienza e penso che, indipendentemente dal credo politico che può essere condiviso o meno, questa settimana sia  stata molto stimolante per farsi un’idea delle idee europeiste, per confrontarsi con altri ragazzi della mia età e per apprendere nuove nozioni che mi serviranno sicuramente per avere uno sguardo più critico anche nel mio futuro percorso universitario. 

Alessia Zarri (ex 5F)

Condividi:

Share on facebook
Share on twitter
Share on linkedin
Share on whatsapp
Share on email

Altri articoli

PANDEMIA E POESIA

Giocando, ma seriamente, con le parole della pandemia Studiando i poeti barocchi abbiamo scoperto la poesia figurata che era già utilizzata nel mondo classico

Dal Pinde alla Bocconi

È il 14 settembre 2020: il primo giorno di scuola per molti, il primo giorno in presenza all’università per me. Quest’anno è iniziato in