Protezionismo o libero scambio?

Per proteggere un’economia sono utilizzati varie tecniche, come ad esempio i dazi doganali, cioè imposte che vanno a penalizzare l’importazione dei prodotti dai Paesi esteri, incentivando così la produzione delle imprese locali. Altre modalità per attuare forme di protezionismo sono quelle di dare incentivi alle imprese locali, imporre contingenti all’importazione, incentivare le imprese produttrici locali ad esportare i propri prodotti con agevolazioni fiscali e creditizie. Tutto ciò si oppone al libero scambio, ossia quelle pratiche che non prevedono vincoli alla circolazione, ai servizi e anche ai lavoratori. Il protezionismo è una tecnica che può essere utilizzata per il breve termine, ma nel medio lungo termine può diventare un qualcosa di estremamente negativo a chi lo pone in essere. Infatti, ci possono essere ritorsioni e nel lungo andare si generano inefficienze delle imprese locali che sono protette e quindi non concorrenziali nel mercato globale.

Con l’elezione di Trump alla Presidenza americana si è assistito ad una vera e propria guerra commerciale sui dazi tra gli Stati Uniti d’America, la Cina e l’Europa. Tutto è iniziato per iniziativa del presidente Donald Trump che, con lo scopo di danneggiare l’economia cinese, aveva posto delle imposte doganali pari al 25%, su ben 200 miliardi di prodotti provenienti dalla Cina, che in risposta ha usato la stessa arma del Tycoon statunitense, applicando dazi doganali del 15-25%. su numerosi prodotti americani.  Questa guerra commerciale tra le due superpotenze è durata per quasi 2 anni, fino a quando il 13 Dicembre del 2020 è stata raggiunta un’intesa tra i rispettivi governi.

All’arrivo di Joe Biden negli Stati Uniti le cose sono cambiate?

Il nuovo presidente degli Stati Uniti, Joe Biden, ha apportato delle modifiche al sistema politico ed economico del paese. Biden ha concordato con la presidente della Commissione europea la sospensione per un periodo di 4 mesi delle tariffe doganali di ritorsione nei confronti dell’UE relative al contenzioso Airbus-Boeing, la lunga causa sui sussidi ai produttori di aerei. Gli Stati Uniti rappresentano sicuramente il mercato di sbocco fuori dai confini comunitari con un incremento e una crescita del 5%, nonostante la pandemia. La sospensione dei dazi da parte degli Stati Uniti di Joe Biden porterà sicuramente ad un incremento del Made in Italy, soprattutto nel settore alimentare. I formaggi, infatti, sono stati i prodotti ad aver subito un maggior crollo pari al 21% delle esportazioni, e saranno appunto proprio loro a beneficiare dello stop ai dazi e a tutte le imposte doganali. Oltre ai formaggi, altri prodotti italiani subiranno lo stesso effetto come per esempio salumi, aperitivi e liquori.

Ngozi Okonjo-Iweala, nuovo direttore generale della WTO

Un ritorno ai rapporti multilaterali e al libero scambio potrebbe arrivare anche dalla World Trade Organization che rappresenta il luogo di incontro istituzionale per i suoi stati membri, di discussione multilaterale delle loro politiche commerciali, di cooperazione multilaterale in merito a tali politiche e, infine, di risoluzione delle controversie attraverso il Tribunale. A capo della WTO è stata nominata Ngozi Okonjo-Iweala, la prima donna e cittadina africana a ricoprire questa carica. Per la nomina ha dovuto aspettare la fine della presidenza di Trump, che la ostacolava. Ngozi è nata nel 1954 e si è occupata di economia dello sviluppo per la banca mondiale per oltre 20 anni ed è stata più volte ministra in Nigeria. Le sfide che avrà da affrontare sono numerose.

Alessandro Mazzei 4E

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